Vendi bene la tua casa

11 consigli professionali per non perdere soldi dalla vendita del tuo immobile.

Charlie CinoloCartaceo e KindleAnteprima: capitolo sul prezzo
Copertina del libro Vendi bene la tua casa di Charlie Cinolo

Nel 90% dei casi la tua casa non è speciale. Non è unica, non è diversa da quelle sopra e sotto la tua, e soprattutto non vale quello che ti serve per comprarne un'altra più grande. Lo so che è la frase che nessuno vuole sentirsi dire da un agente immobiliare. È anche il motivo per cui ho scritto questo libro.

Vendi bene la tua casa nasce da una scrivania e da un telefono che squillava sempre per lo stesso motivo: proprietari con l'immobile in vendita da otto, dieci, quattordici mesi, zero proposte, e una certezza granitica che la colpa fosse della crisi, delle banche, dell'agenzia incapace. Quasi mai era così. Nella quasi totalità dei casi il problema era uno solo, ed era stato deciso il primo giorno: il prezzo.

Da qui parte tutto il libro. Ti racconto i tre modi in cui si sbaglia la richiesta e nessuno dei tre ha a che fare con il mercato. C'è chi mette in vendita in base alle proprie esigenze economiche — devo ricomprare senza aggiungere soldi, quindi il prezzo è questo. C'è chi si affida a valutazioni personali — l'ho pagata 200.000 nel 2007 e ci ho speso 50.000 di ristrutturazione, quindi non può valere meno. E c'è chi decide il prezzo per ragioni affettive, soprattutto nelle successioni: la casa di mia madre non la svendo. Sono motivazioni umane, comprensibili, rispettabili. Sono anche il motivo per cui quel telefono squilla solo per le chiamate delle agenzie e mai per una proposta vera.

Il libro ti porta poi dentro il lavoro che dovresti fare prima di pubblicare l'annuncio. Come si costruisce una valutazione comparativa seria — cosa c'è in vendita nel raggio di cinquecento metri, da quanto tempo, a quale prezzo al metro quadro, e soprattutto a quanto hanno chiuso davvero gli immobili simili al tuo. Perché il parametro che quasi nessun venditore guarda, il rapporto giorni/vendita, dice sulla tua casa molto più di qualunque stima emotiva. E perché superare del 15% il reale valore di mercato non significa "partire alti per poi trattare": significa uscire dal mercato, restare in vetrina per mesi e bruciare l'unica finestra di attenzione che un annuncio ha davvero, quella delle prime settimane.

Da lì in avanti il percorso è quello vero di una compravendita. La scelta tra vendere da solo o affidarsi a un professionista, affrontata senza sconti: le domande da fare a un agente prima di firmargli un incarico, perché il compenso medio del 3% è un investimento solo se dall'altra parte c'è un mediatore che vale, e perché dare la casa a sei agenzie diverse è il modo più sicuro per non essere seguito da nessuna. La preparazione dell'immobile e l'home staging, con quello che conta davvero in cucina, in bagno e all'ingresso. La gestione delle visite e la qualificazione dell'acquirente: budget, mutuo, percentuale richiesta, se è già stato in banca — domande che sembrano invadenti e che ti risparmiano trenta appuntamenti inutili. La trattativa, dal momento in cui arriva la prima proposta, con la differenza tra caparra confirmatoria e penitenziale, cosa deve contenere il documento e perché il modulo comprato in cartoleria può costarti la caparra e la casa che avevi già bloccato. E infine i documenti: atto di provenienza, conformità catastale e urbanistica, APE, visure, verbali condominiali. Tutto quello che, se lo scopri il giorno del rogito, non è più un dettaglio ma un problema.

Non è un manuale a punti. È una narrazione, scritta come se fossimo seduti al tavolo di cucina a guardare insieme il tuo annuncio e capire perché non funziona.

Una nota, da oggi

Questo libro l'ho scritto quando guidavo ClientiCasa.it, in un mercato ancora segnato dalla lunga coda del 2008. Da allora è cambiato quasi tutto il contorno: le compravendite sono risalite ben oltre i livelli di allora prima di rallentare di nuovo, i tassi hanno fatto un giro completo — dal denaro quasi gratuito alla stretta più rapida della storia della BCE e ritorno — e nel frattempo sono arrivati i portali con le stime automatiche, l'iBuying, le valutazioni generate da un algoritmo in quattro secondi.

Quello che non è cambiato di una virgola è il capitolo uno. Il prezzo sbagliato resta il modo più efficace per non vendere una casa, e oggi lo è ancora di più: l'acquirente ha in mano più dati di te, confronta in tempo reale, e la tua richiesta fuori mercato la smonta dal divano in tre minuti. Nel 2019 un prezzo gonfiato ti costava tempo. Oggi ti costa la vendita.

Charlie Cinolo

Cose da fare e non fare

Dal capitolo sul prezzo. La prima parte è aperta a tutti; il resto si sblocca lasciando la tua email, una volta sola.

Guardo decine di immobili a settimana per via della mia duplice professione e solo con gli errori evidenti commessi da chi propone in vendita il proprio immobile sono stato in grado di riportarvi di seguito cosa non fare se vuoi vendere la tua casa velocemente.

In questo capitolo mi divertirò a raccontarti gli errori più comuni con l'unico obiettivo di darti informazioni preziose e metterti in condizione almeno di sapere quante chance hai di vendere con profitto la tua casa.

Senza neanche bisogno di dirlo, facendo l'esatto opposto sarai in grado di differenziarti dal resto dei venditori presenti nella tua zona.

È doveroso premettere che quando si mette in vendita un immobile, tramite la pubblicità, andrai a posizionare il tuo bene all’interno del mercato di riferimento di quella zona e verrà messo a confronto con altre decine di case già proposte sul mercato.

Inizia una sfida di ricerca e selezione. In questo periodo di crisi di mercato è pieno di annunci immobiliari e devi sapere che la tua casa, nel 90% dei casi, non è speciale, né unica, a prescindere da quanti sacrifici ti è costato acquistarla in passato. È una delle tante presenti in questo momento sul mercato e verrà dettagliatamente analizzata dai potenziali acquirenti.

Lo sai anche tu che non sei il solo che vuole vendere il proprio immobile.

Mettere in vendita in base alle proprie esigenze economiche è forse l'errore più grave anche se comprensibile.

Molti hanno bisogno di una determinata somma in denaro per una determinata esigenza e fanno coincidere il prezzo del proprio immobile con la propria necessità economica.

Purtroppo, o per fortuna, non funziona proprio così!

Eppure da agente immobiliare, quando chiedo ad un cliente perché vuole vendere e come mai richiede quella cifra mi sento rispondere spesso:

  • Perché devo ricomprare una casa più grande e non voglio aggiungere soldi
  • Perché devo ricomprare e non voglio fare mutuo troppo alto o non farlo proprio
  • Perché voglio una casa con l'ascensore nella stessa zona
  • Perché voglio comprare in una zona migliore, più centrale

Si tratta quindi di una motivazione prettamente economica, basata non su stime a mq, ma solo su esigenze personali di quel momento.

È evidente che questi tipi di venditori sono alla ricerca del classico o fantomatico straniero, cinese, russo o “pollo” che gli faccia realizzare i propri sogni.

Purtroppo per loro, in questo momento di mercato e con la possibilità al giorno d’oggi di reperire facilmente informazioni sul web, le probabilità di riuscita sono bassissime e simili ad una vincita al Superenalotto.

Il risultato di questo tentativo? Zero visite all'immobile e le uniche volte che squilla il telefono dall'altra parte c’è sempre un'agenzia immobiliare che chiede informazioni sulla casa per poterla vedere, ma di acquirenti state certi che non ne vedrete neanche l'ombra.

Mettere in vendita in base a valutazioni personali è un altro errore comune, come lo è, credere che la nostra casa sia diversa dalle altre, tipo:

  • L'ho pagata 200.000 euro nel 2007 e l’ho ristrutturata tutta. Ho speso 50.000 euro. Ora non può valere meno di 200.000 euro!!!
  • Mio cognato ne ha comprata una simile anni fa ed era più brutta della mia e quindi non può che valere questa cifra.
  • Il vicino di sotto ha venduto a 200.000 euro, ma la mia ha il parquet e quindi non può valere meno di 200.000 euro.
  • Il mio idraulico mi ha detto di non vendere a meno di 300.000 €

Potrei continuare, ma può bastare poco per comprendere che per vendere un immobile servono altri riscontri e dati reali e le valutazioni personali sono dettate puramente da “egoismo”, “necessità di realizzare di più” e purtroppo anche “ignoranza”.

Anche in questo caso il mercato è pieno di case messe in vendita con questo criterio!

Risultato? Tante chiamate da agenzie e ovviamente nessuna offerta concreta.

A volte il prezzo richiesto è anche deciso in base a questioni affettive.

Anche se può sembrare assurdo, questa motivazione è reale e spesso utilizzata in caso di successione.

Ecco alcune di queste storie:

  • Io la casa dove ha vissuto mia madre quando era in vita non la svendo!
  • Mio padre ha impiegato 25 anni per pagare il mutuo di questa casa e se la vendessi a meno sarebbe come non rispettarlo
  • L'orto di questa casa è fantastico e i miei nonni ci tenevano tanto, non posso svendere

Sembrerà un po’ eccessivo, ma capita e non facilita di certo la compravendita.

Anche in questa situazione è scontato che ci saranno poche visite all'immobile e nessun risultato.

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