Quanto offrire per una casa: come calcolare l'offerta partendo dal prezzo richiesto

«Offri il 10% in meno» è il consiglio più diffuso e il più inutile: ignora la zona, lo stato della casa e il tempo che l'annuncio ha passato online. L'offerta giusta si costruisce con due numeri che il venditore non controlla

Aggiornato il 26 settembre 2026 · dati Banca d'Italia, Agenzia delle Entrate e Tecnoborsa (Sondaggio congiunturale, luglio 2026), Agenzia delle Entrate – OMI (quotazioni 2° semestre 2025; II trimestre 2026), idealista (I trimestre 2026)

Schema della trattativa per un bilocale di 70 metri quadri in zona OMI D12 a Milano: prezzo richiesto 395.000 euro, pari a 5.643 euro al metro quadro; forchetta OMI della zona tra 266.000 e 392.000 euro con centro a 329.000; offerta di apertura 350.000 euro; tetto 367.000 euro, cioè il prezzo richiesto meno lo scarto medio del 7 per cento.
Dal prezzo richiesto all'offerta. Un bilocale di 70 m² in zona OMI D12, Milano: la forchetta di zona, l'offerta di apertura e il tetto. Fonti: Agenzia delle Entrate, OMI (2° semestre 2025); Banca d'Italia, Agenzia delle Entrate e Tecnoborsa (luglio 2026). · Grafico riutilizzabile con attribuzione
Risposta diretta

Per decidere quanto offrire parti da due numeri che il venditore non controlla: la forchetta OMI della zona, riportata ai metri quadri della casa, e lo scarto medio tra prezzo richiesto e prezzo di vendita, che in Italia è del 7%. L'offerta di apertura parte più in basso; il tetto, di regola, non supera il prezzo richiesto meno quel 7%.

Il prezzo scritto in un annuncio non è il prezzo della casa. È la prima mossa di una trattativa, fatta da chi vende. Secondo il sondaggio congiunturale di Banca d'Italia, Agenzia delle Entrate e Tecnoborsa, condotto tra giugno e luglio 2026 su circa 1.500 agenti immobiliari, lo sconto medio sul prezzo inizialmente richiesto è del 7%: il 5% nel Nord-Est, il 9% nel Sud e nelle Isole. Ne ho scritto su Focus Milano, nel post sullo scarto tra prezzo richiesto e prezzo di vendita.

Quel 7% è una media, e le medie ingannano. C'è la casa prezzata bene che si vende al 2% in meno in tre settimane, e c'è quella prezzata per vincere l'incarico che dopo sei mesi chiude al 15% in meno, o non chiude. L'offerta giusta non è una percentuale fissa: si costruisce, e in questo articolo trovi il metodo che uso, passo per passo, con un esempio vero su Milano.

Il metodo in cinque passi

1. Il prezzo al metro quadro. Dividi il prezzo richiesto per la superficie commerciale, quella lorda con i muri. Se l'annuncio non la indica o parla di metri «calpestabili», chiedi la planimetria e come è stata calcolata la superficie: balconi, cantine e box si contano solo in parte.

2. La forchetta OMI della zona. Trova la zona OMI in cui cade l'indirizzo e leggi la forchetta per tipologia e stato di conservazione, poi moltiplicala per i metri quadri. Ottieni il campo in cui, secondo l'Agenzia delle Entrate, si muove il valore di una casa come quella. Come si legge, e dove sbaglia, l'ho spiegato nell'articolo sui valori OMI.

3. La posizione nella forchetta. La forchetta non conosce il piano, l'ascensore, l'esposizione, la classe energetica, il terrazzo, le spese condominiali, i lavori da fare. Sono queste caratteristiche a dire se la casa sta nella parte alta o in quella bassa. Stima un intervallo stretto, onesto: è il valore che sei disposto a difendere.

4. Lo scarto di trattativa: il tetto. Togli al prezzo richiesto lo scarto medio della tua area, 7% come media italiana. Il risultato è il prezzo a cui, in media, case come quella passano di mano. È il tuo tetto, a meno che il valore stimato al passo 3 non stia ancora più in basso: in quel caso il tetto è quello.

5. Il tempo in vetrina. Secondo lo stesso sondaggio i tempi medi di vendita sono intorno ai cinque mesi. Un annuncio online da più tempo, o già ribassato, ti lascia più margine; uno appena pubblicato e in linea con la zona, meno. Il ribasso è frequente: secondo idealista, nel primo trimestre 2026 aveva tagliato il prezzo il 13% degli annunci a Milano, il 12% a Firenze, l'11% a Roma, il 10% a Bologna.

L'esempio: un bilocale in zona Città Studi, a Milano

Riprendo l'annuncio dell'articolo sui valori OMI: bilocale di 70 metri quadri commerciali, terzo piano con ascensore, doppia esposizione, da rinfrescare ma senza lavori strutturali. Zona OMI D12, «Piola, Argonne, Corsica». Prezzo richiesto 395.000 euro, online da due mesi.

PassoCalcoloRisultato
1. Prezzo al m²395.000 € ÷ 70 m²5.643 €/m²
2. Forchetta OMI (civile, normale)3.800 – 5.600 €/m² × 70 m²266.000 – 392.000 €
3. Posizione nella forchettaparte alta: piano, ascensore, esposizione → 5.000 – 5.300 €/m²350.000 – 371.000 €
4. Tetto395.000 € − 7% = 367.350 €367.000 € (arrotondato)
5. Tempo in vetrinadue mesi, nessun ribassomargine nella media
Offerta di aperturabordo basso del valore stimato350.000 € (−11,4%)

Quotazioni OMI della zona D12 per le abitazioni civili in stato normale, 2° semestre 2025. Scarto medio: Banca d'Italia, Agenzia delle Entrate e Tecnoborsa, luglio 2026.

Tre cose da notare. La prima: il prezzo richiesto sta sopra il massimo OMI della zona per lo stato normale. Non è un'anomalia rara, ed è il motivo per cui il margine qui è più ampio della media.

La seconda: l'offerta di apertura non è il centro della forchetta. Offrire 329.000 euro, il 17% in meno, per una casa al terzo piano con ascensore e doppia esposizione sarebbe una provocazione, e il venditore avrebbe ragione a leggerla così. 350.000 euro sono 5.000 euro al metro quadro: una cifra che si difende con le caratteristiche della casa.

La terza: tra 350.000 e 367.000 c'è la zona dell'accordo. Oltre il tetto non vado, a meno che la visita non abbia mostrato qualcosa che la forchetta non vede: un terrazzo abitabile, impianti rifatti di recente, una classe energetica alta.

L'offerta di apertura serve a far partire una trattativa, non a chiuderla. Deve essere bassa abbastanza da lasciare spazio, e motivata abbastanza da essere presa sul serio.

La perizia della banca: il controllo che arriva tardi

Nel secondo trimestre 2026 il 46,6% degli acquisti di abitazioni è stato fatto con un mutuo, secondo l'Osservatorio del Mercato Immobiliare. Ogni mutuo porta con sé una perizia, e la banca calcola il finanziamento sul valore più basso tra prezzo e perizia.

Tradotto: se paghi 395.000 euro una casa che il perito valuta 370.000, l'80% finanziabile si calcola su 370.000. Sono 296.000 euro di mutuo invece di 316.000, e i 20.000 euro di differenza li metti tu, in contanti, di solito quando la proposta è già firmata. Il perito ragiona in modo molto simile ai passi 2 e 3 di questo metodo. Offrire dentro quel ragionamento significa non avere sorprese dopo.

Tre errori che costano

Offrire una percentuale fissa. «Sempre il 10% in meno» è troppo su una casa prezzata bene, che perdi, e troppo poco su una fuori mercato, che strapaghi.

Offrire senza motivare. Una cifra nuda si rifiuta. Una cifra accompagnata da forchetta OMI, case simili in vendita e mesi online apre una conversazione. Scrivi le motivazioni, o falle dire all'agente che porta la proposta.

Dimenticare i costi intorno al prezzo. Imposte, notaio, eventuale provvigione d'agenzia, che in Italia paga anche chi compra: sono il motivo per cui in Italia la provvigione si paga due volte. Il budget è il prezzo più questi costi, e l'offerta si fa sul budget, non sul desiderio.

Da dove partire, oggi

Il metodo chiede venti minuti per ogni casa: trovare la zona OMI, leggere la forchetta giusta, cercare le case simili in vendita, contare i mesi online. Con dieci annunci in lista diventano un pomeriggio. Ho costruito CasaScout per comprimere i passi 1, 2 e 5 in un minuto, partendo dal link dell'annuncio. Il passo 3, la visita, resta tuo.

Domande frequenti

Quanto si può offrire in meno rispetto al prezzo richiesto?

In media, in Italia, le case si vendono il 7% sotto il prezzo inizialmente richiesto, secondo il sondaggio congiunturale di Banca d'Italia, Agenzia delle Entrate e Tecnoborsa del luglio 2026: il 5% nel Nord-Est, il 9% nel Sud e nelle Isole. La media però non vale per la singola casa: se il prezzo è molto sopra la forchetta OMI della zona o l'annuncio è online da mesi, il margine è più ampio; se è in linea e appena pubblicato, è più stretto.

Come si calcola un'offerta per una casa?

In cinque passi: si calcola il prezzo al metro quadro sulla superficie commerciale; lo si confronta con la forchetta OMI della zona, per tipologia e stato; si colloca la casa dentro la forchetta in base a piano, ascensore, esposizione, classe energetica e spese; si applica lo scarto medio di trattativa della zona per fissare il tetto; si tiene conto di quanto tempo l'annuncio è online. L'offerta di apertura sta sotto il tetto, dentro il valore stimato della casa.

Un'offerta troppo bassa può offendere il venditore?

Un'offerta bassa senza motivazioni sì, e spesso chiude la trattativa prima di aprirla. Un'offerta bassa accompagnata dai numeri, cioè la forchetta OMI della zona, le case simili in vendita e i mesi di permanenza dell'annuncio, viene quasi sempre presa sul serio, anche quando il venditore la rifiuta.

Cosa succede se la perizia della banca è più bassa del prezzo?

La banca calcola il mutuo sul valore più basso tra prezzo e perizia. Se paghi 395.000 euro una casa periziata 370.000, l'80% finanziabile si calcola su 370.000, cioè 296.000 euro invece di 316.000: i 20.000 euro di differenza vanno aggiunti in contanti. Per questo conviene non offrire sopra il valore che una perizia può sostenere.

La proposta d'acquisto è vincolante?

Sì. La proposta d'acquisto firmata è di solito irrevocabile per il periodo indicato, e se il venditore la accetta nei termini e l'accettazione ti viene comunicata, l'accordo è concluso. Prima di firmarla conviene inserire le condizioni che servono, come l'ottenimento del mutuo, e verificare con un professionista documenti e conformità dell'immobile.

Fonti: Banca d'Italia, Agenzia delle Entrate e Tecnoborsa, Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, rilevazione 18 giugno – 21 luglio 2026 (sconto medio sul prezzo richiesto 7%; Nord-Est 5%, Sud e Isole 9%; tempi medi di vendita intorno ai cinque mesi) · Agenzia delle Entrate — Osservatorio del Mercato Immobiliare, quotazioni del 2° semestre 2025 (Milano, zona D12, abitazioni civili) · Agenzia delle Entrate — OMI, Il mercato delle abitazioni nel II trimestre 2026 (46,6% degli acquisti con mutuo) · Ufficio Studi idealista, annunci con prezzo ribassato nel I trimestre 2026 (Milano 13%, Firenze 12%, Roma 11%, Bologna 10%)

Charlie Cinolo · Head of Sales Casavo Italy · charliecinolo.it

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Charlie Cinolo

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Charlie Cinolo

Co-Amministratore e Direttore Commerciale Italia di Casavo · agente immobiliare abilitato

Imprenditore immobiliare. Ha fondato ClientiCasa.it nel 2017, diventata poi Facile Immobiliare, e Casando Agency, acquisita da Casavo nel 2026. Autore di Non Volevo Perdere e Vendi Bene la Tua Casa.

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